L'assedio tedesco a Benedetto XVI
Ad accogliere Papa Benedetto XVIl, che comincia oggi il suo viaggio di quattro giorni in Germania, sono stati la cancelliera Angela Merkel e il presidente della Repubblica Christian Wulff. Già durante il volo è stata posta a Ratzinger una delle questioni al centro della sua visita pastorale: la diaspora dei fedeli tedeschi dalla chiesa cattolica, accellerata negli ultimi anni dallo scandalo della pedofilia. Leggi Il Papa e il luterano postcattolico - Leggi Il vento di riforma tedesco - Leggi il ritratto di Joseph Ratzinger
19 AGO 20

Ad accogliere Papa Benedetto XVIl, che comincia oggi il suo viaggio di quattro giorni in Germania, sono stati la cancelliera Angela Merkel e il presidente della Repubblica Christian Wulff. Già durante il volo è stata posta a Ratzinger una delle questioni al centro della sua visita pastorale: la diaspora dei fedeli tedeschi dalla chiesa cattolica, accellerata negli ultimi anni dallo scandalo della pedofilia. "Posso capire che davanti alle informazioni sugli abusi, soprattutto se sono stati compiuti su persone vicine, uno dica questa non è più la mia chiesa: la chiesa era per me forza di umanizzazione e moralizzazione, se i rappresentanti della chiesa fanno il contrario, non posso più vivere con questa chiesa. Ma anche se ci sono scandali e umanità terribili bisogna rinnovare la consapevolezza della specificità di essere chiesa, imparare a sopportare questo e lavorare perché mai più si ripeta. Distinguiamo – ha esortato Benedetto XVI – la motivazione specifica di quelli che si sentono scandalizzati da questi crimini che sono stati rivelati negli ultimi tempi, dalle altre motivazioni: generalemente le motivazioni dell'abbandono sono molteplici nel contesto della secolarizzazione, penso che di solito queste uscite sono l'ultimo passo in lunga catena allontanamento dalla chiesa".
Benedetto XVI proverà a non farsi schiacciare nell’immagine di chiesa cattolica “cittadella assediata” che già il grande teologo domenicano francese Yves Congar preconizzò dopo la chiusura dei lavori conciliari. Piuttosto, parafrasando quel “Wo Gott ist, da ist Zukunft”– “Dove c’è Dio, là c’è futuro” scelto come motto del viaggio, ricorderà a tutti, non soltanto ai cristiani, che “Dio e la religione non sono nemici e avversari dell’uomo e della società”. L’Europa della scienza e delle tecnologie, l’Europa della civilizzazione e della cultura, insomma – questo dovrebbe essere il centro del suo primo storico discorso nel Parlamento tedesco – deve essere anche l’Europa aperta alla trascendenza e a Dio. “Forse mi chiederete: ‘Ma Dio, esiste? E se esiste, si occupa veramente di noi? Possiamo noi arrivare fino a lui?’”, ha detto il Papa due giorni fa in un intervento registrato per la trasmissione “Wort zum Sonntag” della televisione pubblica tedesca Ard. Nella risposta a questa domanda c’è tutto il senso del viaggio in Germania: “Dio non possiamo toccarlo come un utensile o prenderlo in mano come un qualsiasi oggetto”, e perciò “dobbiamo di nuovo sviluppare la capacità di percezione di Dio, capacità che esiste in noi”. Un anno fa, in Inghilterra, un discorso analogo pronunciato alla Westminster Hall convinse le autorità inglesi e, in parte, i manifestanti antipapali in piazza. La sfida di domani è di riuscire nella medesima impresa.
In piazza con i parlamentari ci sarà anche un folto gruppo di cattolici dissidenti che, guidati da due sacerdoti dichiaratamente omosessuali, Norbert Reicherts e Christoph Schmidt, parteciperanno a una messa nella chiesa protestante di San Tommaso a Kreuzberg, il quartiere multietnico di Berlino. Qui, assieme al gruppo Priesterinitiative (Iniziativa dei sacerdoti), presenteranno un manifesto firmato da diversi teologi del paese nel quale si chiedono riforme di fondo della chiesa cattolica, dall’abolizione del celibato sacerdotale all’ordinazione femminile, dalla possibilità che credenti laici predichino e dicano la messa alla riammissione all’eucaristia di divorziati risposati. Le richieste di riforma hanno spaccato la chiesa tedesca. Alcuni vescovi le hanno valorizzate guadagnando pesanti critiche dal Vaticano. Ai dissidenti ha risposto nelle scorse ore il cardinale prefetto della Congregazione del Clero Mauro Piacenza che, sull’agenzia Zenit, rispondendo punto su punto alle richieste di riforma, ha ricordato che il programma della chiesa “non può essere influenzato dal voler galleggiare a ogni costo, dal volerci sentire applauditi dall’opinione pubblica”. Sulle pagine della Frankfurter Allgemeine Zeitung, invece, è stato il cardinale tedesco Walter Brandmüller, presidente emerito del Pontificio comitato di scienze storiche, a chiedere ai politici: “A che titolo prendete posizione su una questione prettamente interna della chiesa, che non riguarda né la vostra funzione istituzionale, né voi personalmente?”.
Dopo Berlino Ratzinger andrà a Erfurt, nell’ex Ddr, e Friburgo, sorta di enclave cattolica, dove avrà incontri importanti con i rappresentanti della chiesa evangelica tedesca e delle chiese ortodosse, e con gli esponenti musulmani. A Erfurt, capitale della Turingia dove studiò Martin Lutero, ci sarà l’appuntamento ecumenico per eccellenza presso l’ex convento degli agostiniani. Secondo monsignor Florian Schuller, rettore dell’Accademia cattolica della Baviera, Ratzinger vede nei cristiani della tradizione riformatrice una risorsa per la cattolicità: “Da almeno 500 anni qui abbiamo avuto i cattolici da una parte e i protestanti dall’altra. Questa situazione spinge i cattolici a ripensare di continuo la loro prassi personale ed ecclesiale, confrontandola con quella dei protestanti. E’ un paragone inevitabile, ma anche fertile. Direi che siamo un po’ più critici degli altri, ma non per questo meno fedeli”. Dopo la visita al Santuario mariano di Etzelsbach, luogo che ricorda le persecuzioni comuniste contro i cristiani, a Friburgo il Papa incontrerà anche l’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl.
http://www.ilfoglio.it/soloqui/10476“Ratzinger non farà come molti tedeschi che si vergognano della propria fede cattolica e di essa, soprattutto innanzi ai luterani, si scusano. Il Papa non si scuserà per la sua fede e, al contrario, essendo consapevole di essere la guida della chiesa indicherà a tutti la giusta via”. Wolfgang Ockenfels è un teologo domenicano tedesco che nel 2003 Giovanni Paolo II volle fare membro del Pontificio Consiglio Justitia et Pax [continua a leggere]
http://www.ilfoglio.it/soloqui/10305Pochi giorni fa è stato direttamente il capo dei vescovi tedeschi e arcivescovo di Friburgo, monsignor Robert Zollitsch (73 anni, membro dell’Istituto di sacerdoti diocesani di Schönstatt, dal 12 febbraio 2008 guida dell’episcopato tedesco al posto del cardinale Karl Lehmann), a soprendere tutti dichiarando al settimanale Zeit che una delle priorità della chiesa tedesca nei prossimi anni dovrà necessariamente essere la riforma dell’atteggiamento nei confronti dei credenti divorziati e risposati i quali, oggi, non sono ammessi a ricevere l’eucaristia [continua a leggere]
Leggi Il "benvenuto" di Hans Küng - L'"incorreggibile" Benedetto di Der Spiegel dal blog Palazzo Apostolico - Leggi il ritratto di Joseph Ratzinger